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I fattori principali
che entrano a far
parte dello sviluppo
dello stato di
allenamento sono
molteplici e
possiamo dividerli
in:
Esercizi di sviluppo
generale: Questi
dovrebbero
contribuire a creare
un’ ampia base, su
cui poi edificare
tutto il lavoro
speciale (si
migliorano i fattori
psico-fisici,
organici,
tecnico-tattici);
Esercizi speciali o
specifici: Vengono
costruiti ed
elaborati, solo dopo
gli esercizi di
sviluppo generale,
perfezionandosi
quindi in “forma e
tecnica” specifica;
Esercizi di gara:
Con questi si tende
a migliorare
ulteriormente il
livello acquisito e
riferito unicamente
allo sport
specifico.
Solitamente e
giustamente, le
difficoltà di
livello nelle gare
sportive, vanno di
pari passo con lo
stato progressivo
dell’allenamento:
Se da un lato credo
che potremmo
sicuramente definire
l’allenamento, anche
come una sorta di
“costruzione” del
comportamento in
gara, potremmo
senz’altro dire che
la gara potrebbe
servire per
mostrarci il nostro
stato di
allenamento. Difatti
e non a caso.. è
proprio durante la
gara ed il suo
svolgimento, che
possiamo notare
miglioramenti,
stazionamenti o
regressi… dello
stato di
allenamento.
Esaminando con
attenzione lo
svolgimento della
gara… credo sia
possibile infatti,
fare un esame
critico sui
presupposti
organico-muscolari
in condizione
specifica di gara,
prova delle abilità
tecniche con stress
agonistico aggiunto,
soluzione dei
compiti
tecnico-tattici e si
possono inoltre
confrontare i
livelli di
prestazione parziale
e globale. Solo
quindi riconoscendo
e analizzando questi
molteplici punti,
possiamo infine
correggere e
pianificare
allenamenti mirati a
colmare determinate
lacune, diverse e
soggettive per ogni
atleta.
Potremmo quindi
anche dire in
generale… che le
gare servono da
“precursori” allo
sviluppo dello stato
di allenamento, il
quale a sua volta
permette di formare
ed infine
stabilizzare, la
prestazione sportiva
(gestire ansia da
gara, emotività
ecc…)
Ma ovviamente e
fortunatamente,
sappiamo benissimo
che i nostri sport
sono “popolati”
anche da molti
amatori, che magari
sono solo
simpatizzanti ed
appassionati di una
certa disciplina e
molti dei quali la
praticano solo per
il puro piacere di
farlo… e
nient’altro. Questi
non sono certo
interessati a
discorsi e pratiche
complicate per
migliorare anche sia
pur di poco, il
proprio stato di
allenamento… come
invece gli atleti
agonisti di
successo.
Ma al contrario,
nella forma
competitiva,
l’atleta si allena
per migliorare la
sua capacità di
prestazione sotto
tutti i vari punti
di vista e quindi
per i suoi
allenatori, oltre ad
una teoria
dell’allenamento,
occorre anche e
soprattutto una
“teoria della gara”.
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